La Vita

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    Parte seconda
    Parte terza

S. Lucia morì martire sotto le persecuzioni di Diocleziano, il 13 dicembre del 304.

Lo storico Eusebio, in un passo della sua opera I Martiri della Palestina, cita espressamente la Sicilia fra luoghi di persecuzione.

Con l' editto di Nicomedia, 24 febbraio del 303, furono prese di mira "le chiese, le scritture e le persone cristiane; ma non si comminava la pena di morte: i cristiani, anche se insigniti di alte cariche, dovevano essere privati di ogni prerogativa, sottoposti alla tortura, interdetti di adire ai tribunali per difendersi da qualunque accusa o per querelare in caso di ingiurie, di adulterio o di furto, e, se schiavi, perdevano il diritto di affrancamento; le chiese dovevano essere demolite; i libri sacri bruciati" (Cfr. Ricciotti, L'era dei martiri).

Al primo editto fece seguente un secondo, poi un terzo e un quarto, sempre piů crudeli: "Le carceri di ogni luogo, preparate per assassini e violatori di tombe -dice Eusebio- furono riempite di vescovi, di sacerdoti, di diaconi, di lettori, di esorcisti, cosicché non rimaneva piů posto per chi era condannato per delitti comuni".

In Italia indementicabili sono rimasti i nomi di Sabastiano, di Agnese, e, accanto ad essi, i nomi, non meno gloriosi, di Lucia e di Agata.

 Santa Lucia