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E’ indubbio che, per diversi motivi, alcune persone siamo rimasti a Roma per Ferragosto. Tutti, con compiaciuta ironia, ci siamo detti che è stato bello. La città, per incanto, diviene tua. Tutto ti è più familiare, più piacevole. Ma, proprio per l’esperienza dei nostri pranzi e per una certa sensibilità che cresce di volta in volta, il pensiero va a coloro che ospitiamo con sincera amicizia. I giorni di ferragosto sanno di trovare tutte le porte chiuse. Anche noi, per la verità, conoscendo serenamente i nostri limiti, abbiamo chiuso le porte.
Alcuni ‘amici’ ai primi di agosto erano venuti a farmi visita. E’ gente che frequenta la Cripta per i momenti di festa e di convivialità che offriamo loro nelle ultime due domeniche del mese. Mi hanno detto che un signore di Firenze, Paolo Coccheri, ha istituito la Ronda della solidarietà ed è disposto ad organizzare un pranzo proprio per ferragosto. Io devo solo aprire la porta della Cripta: poi faranno tutto coloro che ai nostri pranzi sono ‘invitati’, ma che hanno osservato attentamente come fanno i nostri volontari. Per una volta vogliono organizzare tutto loro. Praticamente si arriva ad un accordo. La chiesa apre la porta della Cripta e mette le bevande, le posate e i piatti. La Ronda fa la spesa, e quelli che, per intenderci, chiamiamo ‘barboni’ preparano per i loro amici. La condizione che essi pongono è ferrea. Saranno invitati solo coloro che dormono per strada.
Nonostante alcune le perplessità, accetto.
Il giorno di ferragosto per le ore 13 era tutto pronto. Si respirava un clima di festa ed allegria. Ho conosciuto una gentile suora francese che dopo anni di insegnamento di storia dell’arte era entrata nella comunità delle Beatitudini. E’ stata cooptata da Paolo all’ultimo momento. Ha dato un prezioso aiuto in cucina. Un regista di teatro sperimentale, un poliziotto ed altri con i quali non ho avuto modo di fermarmi a dialogare. Questi ultimi sono gli amici di Paolo e componenti della Ronda di Roma.
L’animatore entusiasta e cristallino è stato senz’altro Paolo. Egli attribuisce la sua iniziativa ad una sensibilità maturata alla scuola di Giorgio La Pira. Paolo, nell’ attività professionale si è dedicato molto alla scuola di teatro con Orazio Costa. In diverse città italiane ha avviato la Ronda della solidarietà che procura dei pasti alla gente che è per strada. Anch’egli è rimasto colpito che gli operatori dell’iniziativa siano stati proprio loro. Quelli che noi vogliamo aiutare.
A coronare il tutto è venuta anche una troupe del TGR del Lazio. Ha filmato e intervistato i presenti. Deciso è stato il rifiuto di una buona parte degli invitati e dei ‘volontari’ ad essere filmati o intervistati. La loro, spesso, non è solo una situazione di sofferenza ma anche di nascondimento. Ai figli e ai parenti il più delle volte non si dice nulla. E immaginare che possano saperlo da un telegiornale sarebbe un ulteriore dolore. L’esperienza mi ha insegnato che non è sempre così. E’ diversa la storia di due amici, che, per comodità, chiamiamo Antonio e Giancarlo. Frequentavano la nostra chiesa, non c’era ancora la Cripta. Mi hanno confidato che erano stati scelti per un pranzo con Giovanni Paolo II durante il giubileo. Antonio fu visto alla televisione da una sua vecchia spasimante che finalmente lo aveva ritrovato. Lo ha voluto subito sposare. Per non perderlo più. Antonio quindi ha potuto trovare una casa e poi anche un lavoro. Grazie al telegiornale. La nuova situazione di vita di Antonio si rifletteva anche su Giancarlo che poteva, nei soliti posti incontrarlo, ma non più per progettare dove andare a mangiare o dove andare a dormire, ma per scambiarsi quattro chiacchiere e immaginare un futuro diverso anche per Giancarlo.
Insomma davvero un ferragosto in Cripta del tutto speciale.
Dovremmo fare attenzione a rendere più protagonisti i nostri amici. Perché possano davvero immaginare e realizzare un futuro diverso.
P. Franco Incampo cmf