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Curioso anche il fatto le fanciulle preghino
per la luce dei loro occhi: con ingenuo candore il poeta canta che S.
Lucia " ama le fanciulle belle come lei, e desidera che le offrano
candele e occhi: questi perché sono la parte principale del corpo nelle
tenere fanciulle: e poi č per essi che una figlia dona un genero a suo
padre ecc. ".
Devozioni e usanze che ricevono ancora chiara
testimonianza e documentazione dal seguente brano che leggiamo nella
vita di Benvenuto Cellini, il geniale e bizzarro artista che visse e
lavorň in questo rione e invocň, come ogni altro buon cristiano, e
ottenne, la protezione della patrona della vista. Eccolo nella sua
pittoresca eloquenza. - " E perché una mattina in fra l'altre io
m'acconciavo certi scarpelletti per 'lavorare il mio Narciso e' mi
schizzň una verza d'acciaio sottilissimo in nell'occhio diritto, ed era
tanto entrata dentro nella pupilla, che in modo nessuno la non si poteva
cavare: io pensava per certo perdere la luce di quell'occhio. Io chiamai
in capo di parecchi giorni Maestro Raffaello de Pilli Cerusico, il quale
prese due pippioni vivi, e facendomi stare rovescio su una tavola, prese
i detti pippioni e con un coltellino forň loro una venuzza che hanno
nell’alie; di modo che quel sangue mi colava dentro in nel mio occhio;
per il qual sangue subito mi sentii confortare, e in ispazio di due
giorni uscě la verza d'acciaio ed io restai libero e 'migliorato della
vista. E venendo la festa di S. Lucia alla quale eravamo presso a tre
giorni, io feci un occhio d'oro di uno scudo francese, e gnelo feci
presentare a una delle mie sei nepotine figliole della Liperata mia
sorella, la quale era dell’etŕ di dieci anni in circa, e con essa io
ringraziai Iddio e S. Lucia. E per pezzo non volli lavorare sul detto
Narciso, ma tiravo innanzi il Perseo colle sopraddette difficoltŕ, e
m'ero disposto di finirlo e andarmi con Dio ".
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