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Sulla parete della controfacciata, nelle lunette che circondano il finestrone Mariani dipinse le imponenti figure di Debora, sulla sinistra, e di Giuditta, sulla destra, sovrastate da un’iscrizione in cui viene ricordato il loro valoroso impegno nelle imprese di liberazione e redenzione dei popoli schiavi. Ancora sulla controfacciata, nella zona sottostante il fregio dipinto a festoni e la cornice modanata, sono sistemate, all’interno di una finta quinta architettonica, le personificazioni dell’Arte, seduta su un fastoso triclinio, sulla parete sinistra, e della Storia, adagiata sul lato destro.
Lungo la navata di Santa
Lucia sorgono sei cappelle laterali, tre su ciascun lato, delimitate da
pilastri ideati dall’architetto Francesco azzurri e decorati, ancora una
volta, da Cesare Mariani. Sulle ampie superfici, il maestro romano dipinse
alcuni personaggi biblici connessi alla liberazione dei popoli oppressi e
alla realizzazione d’opere di caritą, attivitą solitamente condotte
dall’Arciconfraternita del Gonfalone sul lato destro sono rappresentati
Tobiolo e i profeti Neemia ed Esdra; sul fianco sinistro,
i profeti Daniele, Zorobabele e Geremia. Comunicanti
tra loro, le cappelle presentano un apparato decorativo estremamente
omogeneo, capace di mantenere tuttavia le caratteristiche distintive di
ciascun sacello: sulle volte, Mariani e i suoi collaboratori eseguirono una
fitta decorazione a finti lacunari, ulteriormente arricchita da grottesche;
nei sottarchi vennero dipinti, in modo alternato, svecchiature e cherubini;
sulle pareti laterali, in fine, furono realizzate decorazioni in finto
marmo, con grottesche sistemate agli angoli. Gli altari conservano ancora le
cornici settecentesche e, con ogni probabilitą, risalgono a questo periodo
anche i disegni delle mense e dei paliotti. Da ricordate, inoltre,lungo la
navata, le quattordici tele dipinte ad olio, raffiguranti gli episodi
centrali della Via Crucis: la passione di Cristo vi appare illustrata
con un linguaggio corsivo, intimo e immediato, lontano da qualsiasi
amplificazione retorica.
La zona absidale racchiude importanti testimonianze artistiche, tra cui
vanno sottolineati gli affreschi eseguiti da Cesare Mariani ai lati
dell’altare maggiore – come finti arazzi – due episodi particolarmente
emblematici della storia della Compagnia romana: a sinistra il giuramento
di Giovanni Cerrone eletto prefetto di Roma, e a destra, Sisto V
nell’atto di benedire gli schiavi liberati. Nel catino absidale
l’artista romano dipinse, tra il 1863 3 il 1865, la maestosa Visone di
San Bonaventura, un avvenimento direttamente legato alla fondazione
dell’Arciconfraternita del Gonfalone